Il migliaccio è un dolce tipico napoletano che si fa durante le feste di carnevale, è la versione povera della sfogliatella napoletana. E' una vera delizia al palato.......


La ricetta del migliaccio è molto soggettiva, aromi, canditi e ricotta, c’è chi li mette e chi no. Io con questa ricetta ho ottenuto la consistenza e il profumo della farcia della sfogliatella, infatti, il migliaccio senza ricotta è la variante povera della sfogliatella.
Con queste dosi vengono due teglie per pastiere da 26 cm.
Ingredienti:
200 g. di semolino
500 g. di zucchero
350 g. di ricotta di pecora
6 uova grandi
1 litro di latte
50 g. di burro
1 busta di vanillina
1 arancia
2 limoni
50 g. di scorzetta d’arancia candita tagliata a piccoli pezzi (io non la metto, non piace ai miei figli)
Un pizzico di sale
una spolverata di cannella
1 fiala di fiori d’arancia
Procedimento:
Mettete una pentola al fuoco e versateci dentro il latte, il sale, il burro, la scorza di 1 limone e dell’arancia senza la parte bianca. Quando il latte ha raggiunto il bollore, abbassate la fiamma e versate a pioggia il semolino facendolo incorporare un po’ per volta. Fate sbollire per circa 10 minuti mescolando di continuo con un cucchiaio di legno. Spegnere il semolino e lasciare intiepidire. A parte lavorare le uova con lo zucchero e la ricotta, aggiungere la scorza grattugiata del limone, l’essenza di vaniglia, la fiala di fiori d’arancia, la cannella e la scorzetta d’arancia. Unire i due composti, mescolare fino a renderlo cremoso, (se dovessero crearsi dei grumi, passate tutto in un setaccio o un passaverdure per rendere l’impasto del migliaccio bello liscio e cremoso) Imburrare e infarinare le teglie e versateci dentro il composto . Infornare il migliaccio a 200°C per 40-45 minuti circa, fino a che non assumerà un colore dorato. Lasciate raffreddare un paio d’ore spolverizzate di zucchero a velo. Tagliare il Migliaccio a fette e servite. E’ più buono se mangiato il giorno dopo.
Di fronte a una guantiera di babà tutte le controversie si appianano, e la Pace e la Concordia regnano sovrane.
Un grande sapore ha sempre la meglio sui dissapori: grandi o piccoli che siano.