Questo è un piatto antico tipico teramano, un classico della tradizione della Pasqua ma non solo. Per comporlo si usano foglie di indivia lavate ed asciugate, e/o lattuga (noi le mettiamo tutte e 2 perchè solo con l'indivia risultano un pò amarognole, comunque secondo i gusti), coratella di agnellino (cuore, polmone, fegato) tagliata a fettine, aglio e cipolla freschi (quelli in steli intendo), prezzemolo, maggiorana, timo, budellini per legare.
Si dispongono le foglie di insalata su di un piano e si riempiono con gli odori (uno o due ciuffetti di tutto) e con i pezzetti di coratella (un pezzo per tipo), si chiude con un'altra foglia di insalata (noi non l'abbiamo messa perchè avevamo delle foglie molto grandi, per cui è bastato ripiegarle) e si legano con i budellini ben puliti, lavati più volte con sale e aceto, oppure se non piacciono, si possono legare con il filo.




Vengono poi tuffate in acqua bollente per qualche minuto, cioè da quando riprende il bollore diciamo circa 3-4 minuti.

Poi si lasciano scolare e raffreddare in uno scolapasta. Ne abbiamo cucinate un pò il giorno dopo, cioè oggi.
Mettere le mazzarelle in una pirofila da forno, versarci dell'abbondante olio evo (se ne ritirano molto), mezzo bicchiere abbondante di vino bianco e un pò di sale grosso.
Portare il forno a 200°, infornare le mazzarelle coperte con la carta stagnola e abbassare subito il forno a 180°. Far cuocere per circa un'ora, poi togliere la stagnola e far cuocere ancora per una mezz'oretta (o comunque fino a che non si è ritirato il liquido) girando solo una volta per far prendere colore anche dall'altra parte (se necessario alzare un pochino la temperatura del forno).

Queste sono le mazzarelle ancora nel forno a cottura ultimata.

E questo è l'interno, anche se la foto è venuta malissimo!!!!

A casa mia le preferiamo così, ben cotte al forno, ma si possono fare anche con del buon sughetto rosso.
Barcollo ma non mollo...