complimenti Ottimo dolce abruzzese, molto più buono se fatto in casa.
La mia ricetta è un pò diversa, poi magari la posterò qui sotto quando lo farò. Questo dolce risale ai primi del '900, lo fece (e lo producono tutt'ora i suoi familiari) un tal D'Amico, carissimo amico di Gabriele D'Annunzio, e fu proprio a lui che lo fece assaggiare per primo. Piacque così tanto al poeta che pensò bene di dedicargli qualche versetto in dialetto, di cui un pezzo si può leggere nella scatola del prodotto commerciale con la sua firma.
"E’ tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”.
Oggi si accompagna con molte cose, ma anni fa questo dolce veniva il più delle volte servito con l'Aurum, un liquore locale purtroppo poco conosciuto fuori regione... è un liquore all'arancia, infatti in latino "aurantium" stava per arancia. Pare che anche il suo nome, appunto Aurum, sia stato scelto da Gabriele D'Annunzio.
Ammappela, volevo fare solo i complimenti ad Andrea e invece mi sono ritrovata a scrivere un poema....
Barcollo ma non mollo...