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Re: Cucinare sottovuoto

forum: Cucina scientifica

visite: 1.646

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Messaggio
Pubblicato: Lunedì 07 Settembre 2009 12:00
AUTORE: settepunte
Utente senior, Registrato: 01/09/2009 11:50, Messaggi: 287, Argomenti: 141, Sito Web, pagina Facebook
Testo del Messaggio

xxxxx ha scritto: Non conossco bene la cucina del sottovuoto, anzi al di fuori del sentito dire non la conosco proprio. Quello che a grandi linee immagino, sono alimenti racchiusi all'interno di idonei sacchetti, poi portati sottovuoto e sigillati e una volta così trattati messi a cottura.
Si fa un gran parlare e sono molto pubblicizzati, un certo tipo di forni fra l'altro molto professionali e costosissimi che integrerebbero questa procedura.
Talvolta però mi sono chiesto: dal momento che gli alimenti sono completamente isolati dall'esterno, una cottura sottovuoto non può essere esegiuta (controllando adeguatamente la temperatura anche in maniera elettronica) con i sacchetti all'interno dell'acqua? La temperatura all'interno dell'acqua sarebbe equamente distribuita agli alimenti messi in sottovuoto.
Anche se non è il mio tipo di cucina, la curiosità è sempre grande e l'idea che non si disperdano i sapori mantenendo tutto racchiuso mentre si esegue la cottura, è qualcosa che mi fa vedere in modo favorevole questo metodo di cottura.
Ma che tipo di alimenti si possono portare in cottura con questo sistema? Carne, pesce, verdure o solo qualcuno di questi?
Ribadisco: anche se sono tendezialmente contrario a queste metodologie, mai dire sempre e mai dire mai. D'altro canto poi, dal momento che è una tecnologia che non conosco, non posso a spada tratta buttarmici contro.




ciao, si, oggi la cucina sottovuoto a basse temperature si effettua in acqua. esiste una macchina il roner che permette di cuocere a bagnomaria a temperatura controllata e con l’acqua in movimento per garantire una temperatura identica in tutto il recipiente.
permette la cottura di prodotti confezionati sottovuoto (carne, pesce, pollame, verdure, terrine, pâté, marmellate, conserve, oli aromatici...)
permette anche la pastorizzazione (85°C) di pietanze cucinate con tecniche tradizionali
infine può anche effettuare la rigenerazione termica di elaborazioni finite e confezionate sottovuoto.
la cottura con questo sistema evita la perdita dei liquidi, che rende i cibi più secchi.
questa tecnica rispetta al massimo la struttura naturale degli alimenti (gelatine, collageni, proteine, etc).
la cottura sottovuoto intensifica e stabilizza gli aromi e i sapori dei cibi in sé e dei condimenti utilizzati, i colori.

credo che la cottura sottovuoto nei forni si faccia esclusivamente a vapore........ma non ne sono sicuro.

oramai nella ristorazione questa tecnica è molto diffusa........

buon proseguimento



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quando pensi di aver letto di tutto ecco che ti appare questa denominazione: alimenti grassi ma dietetici o light...e fu così che la testa iniziò a girare, l'aria a mancare, il sangue a salire al cervello, eppoi più nulla.

Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 09 Settembre 2009 10:22
AUTORE: settepunte
Utente senior, Registrato: 01/09/2009 11:50, Messaggi: 287, Argomenti: 141, Sito Web, pagina Facebook
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xxxxx ha scritto: Un po' a spanne, il sottovuoto usato per la cottura mi fa pensare ad un tipo di cottura che assomiglia alla bollitura con la differenza che non c'è l'acqua che diluisce e si porta via parte dei sapori.
Con questo tipo di cottura la reazione di Maillard non ha proprio niente a che fare. Diversamente la si potrebbe fare partire prima e una volta rosolato, terminare la cottura nel roner dopo aver messo l'alimento in sottovuoto.
Vado un po' a spanne, senza il roner sono prove che non riesco a fare.



in genere l'alimento viene cotto sottovuoto a bassa temperatura nel roner, poi una volta cotto viene rosolato in padella affinchè si formi la "crosticina".
con questa tecnica si possono abbassare i tempi di cottura mantenendo l'alimento cotto in sottovuoto, refrigerato rispettando la catena del caldo/freddo (cottura/abbattimento/refrigerazione) e tenere in linea piatti con cotture molto lunghe (l'alimento refrigerato viene prima rigenerato nel roner, poi aperta la busta viene finito in genere in padella, il tutto permette di comporre un piatto anche in meno di 10 minuti).
questo è un discorso da approfondire, molto serio, secondo me questa tecnica può portare enormi benefici in una cucina professionale, ma deve essere applicata molto attentamente e soprattutto gli alimenti devono essere subito abbattuti per poi conservarli.
è una rivoluzione anche per il catering.

 

quando pensi di aver letto di tutto ecco che ti appare questa denominazione: alimenti grassi ma dietetici o light...e fu così che la testa iniziò a girare, l'aria a mancare, il sangue a salire al cervello, eppoi più nulla.

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Pubblicato: Mercoledì 09 Settembre 2009 23:48
AUTORE: ICHNOS
Utente senior, Registrato: 16/10/2005 20:01, Messaggi: 383, Argomenti: 35, Sito Web, pagina Facebook
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possiamo dire che in qualsiasi modo le basse temperature trattate sul sottovuoto appartengono ad una cucina ben precisa,..........volendo alla molecolare.

 

Dal Montespada vedo il mio paesino coronato da millenari nuraghi............oasi di pace

 
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Pubblicato: Giovedì 10 Settembre 2009 09:08
AUTORE: settepunte
Utente senior, Registrato: 01/09/2009 11:50, Messaggi: 287, Argomenti: 141, Sito Web, pagina Facebook
Testo del Messaggio

ICHNOS ha scritto: possiamo dire che in qualsiasi modo le basse temperature trattate sul sottovuoto appartengono ad una cucina ben precisa,..........volendo alla molecolare.



per quel che ne capisco, non ritengo che la cucina sottovuoto a basse temperature vuoi in acqua come nel forno a vapore appartenga alla cucina molecolare, sicuramente è una tecnica usata dai cuochi che seguono le "innovazioni" di f. adrià, ma è altrettanto sfruttata da cuochi tradizionali.

personalmente non ho nulla contro la cucina molecolare, secondo me è una "tendenza" del momento, sicuramente non il futuro della ristorazione.

credo che intorno alla cucina molecolare ci sia solo tanto parlare, a volte anche di persone senza cognizione di causa, che creano solo false paure e/o concetti sbagliati.


Gastronomia molecolare
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La gastronomia molecolare è una disciplina scientifica che studia le trasformazioni che avvengono negli alimenti durante la loro preparazione, ed ha quindi fra i suoi obiettivi quello di trasformare la cucina da una disciplina empirica ad una vera e propria scienza.
(possiamo dire allora che tutti gli alunni degli istituti alberghieri italiani studiano cucina molecolare nel programma di alimenti del IV anno quando affrontano le trasformazioni dei nutrimenti nelle cotture dei cibi........................)
La gastronomia molecolare si occupa dello studio della gastronomia con un approccio eminentemente scientifico e sperimentale, ed in particolare della cucina e della manipolazione degli alimenti dal punto di vista chimico e fisico.
in ambito applicativo, i principi propugnati dalla gastronomia molecolare hanno portato all'invenzione e sperimentazione di nuove modalità di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi: il congelamento attraverso l'azoto liquido, l'uso alimentare del tabacco, la "frittura" nello zucchero, l'uso del vuoto spinto per la preparazione di mousse e meringhe, ecc.

Inoltre, e soprattutto(sottolineo il soprattutto), hanno portato al miglioramento della comprensione dei fenomeni alla base delle trasformazioni delle pietanze cucinate, i quali hanno portato sia alla confutazione di alcune "credenze popolari" sulla gastronomia (come l'utilizzo del cucchiaino nella bottiglia di spumante), sia al miglioramento delle tecniche di preparazione, basandosi ad esempio sul pH, sulle Reazioni di Maillard, o sulle proprietà fisiche e chimiche degli alimenti.

A titolo di esempio, This ha dimostrato scientificamente che la regola (ancora molto diffusa fra chef e gastronomi) secondo cui per preparare un buon brodo bisogna mettere la carne in acqua fredda prima di portarla all'ebollizione, e viceversa, per fare un buon bollito bisogna metterla nell'acqua già bollente, è una bufala.

questa è solo una delle tante spiegazioni che si possono trovare qua in rete su che cosa sia la cucina molecolare .............
infine aggiungo una cosa...........


che cosa sarebbe un cuoco ......se non sentisse sempre la voglia di provare, sperimentare, innovare e giocare con gli alimenti??????
credo che mangeremmo ancora le ricette di apicio.............

 

quando pensi di aver letto di tutto ecco che ti appare questa denominazione: alimenti grassi ma dietetici o light...e fu così che la testa iniziò a girare, l'aria a mancare, il sangue a salire al cervello, eppoi più nulla.

 
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