Per chi non lo sa o per chi si volesse documentare ho messo qui con un copia incolla, dall'articolo Il buccellato palermitano di Domenica Aliberti su Cookaround, il significato del nome di questo dolce:
Ma quali sono le origini di questa prelibatezza?
Sicuramente latine vista l’abitudine dei Romani di preparare “pani speciali”, fuori dall’ordinario, per le ricorrenze. Ed è proprio al “panificatus” dei latini che si fa risalire l’origine di questo dolce.
Il nome deriva dal latino “buccellatum” cioè: “pane da trasformare in buccelli, piccoli tozzi, bocconi”. Interessante l’etimologia ella parola: la “buccina” era la tromba ricurva utilizzata dai legionari romani, da questo, proprio per intendere la forma rotonda, si ricavò il termine “buccella”, che indicava il pane a ciambella che gli imperatori distribuivano al popolo, mentre il “buccellaro” era l’addetto alla distribuzione, da qui il nome fu storpiato in “buccellato”.
Alcuni esperti ritengono che la ricetta tradizionale del buccellato risalga al periodo medievale: questo per via dell'abbondanza di frutta secca nell'impasto del ripieno e della modalità di preparazione, tipica dei tradizionali dolci medievali.
Altri esperti, proprio per la presenza di essenze mediterranee nel ripieno come scorze di agrumi, cedri e zucche, e per la struttura del dolce che ricorda vagamente lo strudel delle popolazioni nordiche, farebbero invece risalire la ricetta al periodo arabo-normanno.
Di certo è difficile pensare che sia un caso l’esistenza di un dolce dallo stesso nome e dalle stesse caratteristiche di base nel lucchese (la prima apparizione documentata del buccellato risale a un documento lucchese del 1485 e curiosamente nel 1578, la Repubblica di Lucca, visto il largo uso, vi applicò una tassa sul consumo), così si è avanzata tra le altre l’ipotesi che da Lucca sia arrivato in Sicilia e qui si sia diffuso (con le opportune differenze dall’originale) in tutto il territorio palermitano diventando parte integrante della tradizione natalizia siciliana.
Fatti non fummo per viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza