Forum ScambiaRicette di Cucina
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Pecora in callara

forum: Secondi

subforum: Secondi di carne

visite: 4.031

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Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 17 Settembre 2008 22:17
AUTORE: marom
Utente novello, Registrato: 27/02/2007 21:43, Messaggi: 32, Argomenti: 8, Sito Web, pagina Facebook
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Mantengo una promessa fatta al forum di Mister Carota.
Cammy ha pubblicato una ricetta con il titolo (come secondo titolo) <Stracotto>, che ha sollecitato alcuni miei ricordi, tra cui quello di una ricetta di stracotto che è tipico piatto della zona del Tronto, il fiume che divide le Marche e l’Abruzzo. Infatti è una ricetta che io trovo spesso citata nel momento che cerco di soddisfare le mie curiosità culinarie nei territori della provincia di Teramo e della provincia di Ascoli, territori, appunto, che si sviluppano intorno a quel fiume.
Ovviamente, parlo delle zone vicine alle montagne di quelle aree e non è difficile pensare che la circoscrizione a questi territori è buona giustificazione della origine della ricetta, poiché sono territori dove la pastorizia ha avuto, seppure forse non ha più, un peso rilevante nella economia locale.
Parlo della ricetta della “pecora in callara”, ossia dello stracotto fatto di pecora in un pentolone che, quando si usava per il fuoco dei camini dei cucinini di una volta, nei territori sopra richiamati, veniva appunto chiamato <callara>. Insomma una caldaia, in rame più o meno artisticamente martellato. Francamente, non so se un adattamento alle attuali esigenze della società contemporanea, sempre a corto di tempo, possa essere trovato nella sostituzione della <callara> con una capace pentola a pressione. Altri stracotti hanno beneficiato di questa “diavoleria” moderna, ma forse, lo stracotto di pecora … beh, non so e non ho provato, è una ricetta che io conosco per le feste di famiglia che si basano sulla riproposizione della tradizione, ivi compresi i “mezzi tecnici”.
La sua preparazione è particolarmente lunga, e questo forse spiega il fatto che la diffusione di questa ricetta non vada oltre quei territori, dove la tradizione – oggi sostenuta anche da … esigenze di “sagra” paesana – consente di mantenerla ancora viva. Non so per quanto tempo ancora, perché mi giunge eco che ormai sia difficilissimo trovare ancora pecore disponibili per questa preparazione, dato che le greggi sono in diminuzione e … dato che ora risulta conveniente sacrificarle più per la preparazione dei cosiddetti “arrosticini”, ovvero spiedini di pecora che hanno attecchito pure in tanti supermercati, che per l’esecuzione di piatti difficilmente collocabili in senso mercantile.
Sarebbe un peccato perdere questa ricetta, perché nell’ambito degli stracotti è davvero ottima, la carne di pecora essendo particolarmente adatta ad una cottura prolungata, da stracotto appunto. Dunque, carne di pecora (almeno un quarto di una pecora) in pezzi, 1 cipolla, 1 peperone, 1 peperoncino piccante, 1 pomodoro, 2 carote, 1 patata, prezzemolo, sedano, un bicchiere di vino bianco, aglio, sale, pepe e olio.
Sul fondo di una <callara> …ah, già, ma dove trovare oggi una callara? E poi … la callara era una pentola da fuoco di camino, o comunque da fuoco a fiamma di legna, oggi occorre adattarsi al gas, o alle piastre… va bene, prima concessione ai tempi moderni, utilizziamo una comune pentola, magari di coccio, a bordo alto … dunque, sul fondo di una pentola mettere un po’ di olio e far leggermente (ribadisco, leggermente, attenzione a non dare sapori marcati di soffritto) soffriggere l’aglio, il peperoncino, e il sedano e una carota ridotti in dadolata, poi aggiungere i pezzi di carne. Far rosolare. Sfumare con il vino bianco, aggiungere il pomodoro, il peperone, la cipolla, la patata, la seconda carota (tutto lasciato intero o al massimo tagliato in due pezzi), il prezzemolo, ricoprire di acqua e cuocere a bollore dolce, per cinque/sei ore, a pentola coperta e facendo restringere il sugo alla fine. Conoscete il termine “pippiare” , che esprime il senso della cottura lenta, fino all’esasperazione, come per il ragù napoletano dei tempi che furono? Ecco, fate pippiare…
Come è facile vedere, il procedimento è abbastanza semplice, sono i tempi che … sicuramente non sono adatti ad una cucina alla “Prova del cuoco”!!! Ma quando ho cominciato a interessarmi di cucina, mi è stato insegnato che la pazienza è un dono primario per ottenere piatti eccellenti e, vi assicuro, questo stracotto di pecora è proprio un piatto eccellente, Accompagnatelo con un vino rosso di quelli … da montagna, non vi pentirete di aver impiegato tanto tempo, non sarà tempo perso perché gusterete una leccornia.

Smile Smile Smile

 

... ed è subito sera ... marom

Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 17 Settembre 2008 22:24
AUTORE: marom
Utente novello, Registrato: 27/02/2007 21:43, Messaggi: 32, Argomenti: 8, Sito Web, pagina Facebook
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Forse devo chiedere scusa alla community per aver trasesso un messaggio tanto lungo. Embarassed Embarassed
Sono interessato alla cucina, sì, ma senza "condimenti culturali" e senza l'inserimento in un contesto familiare/personale(se tali possono essere considerate le mie note) il mio interesse scema notevolmente. E poi ho notato, dalle risposte ad altri miei interventi, che il mio metodo non dispiace del tutto, quindi vuol dire che le ...brodaglie possono pur trovare alloggio in un forum di cucina!!! Laughing
Insomma, chiedo scusa ma insisto e persisto Laughing Laughing Laughing

 

... ed è subito sera ... marom

Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 17 Settembre 2008 22:25
AUTORE: marom
Utente novello, Registrato: 27/02/2007 21:43, Messaggi: 32, Argomenti: 8, Sito Web, pagina Facebook
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Attenzione "trasesso" sta per "trasmesso" Laughing Laughing Laughing

 

... ed è subito sera ... marom

 
Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 26 Novembre 2008 21:24
AUTORE: Shaloha
Utente super, Registrato: 30/09/2008 10:19, Messaggi: 1233, Argomenti: 71, Sito Web, pagina Facebook
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Ciao Marom, ho letto il titolo della ricetta e da brava teramana sono andata a leggermela tutta. Io sono della provincia di teramo, alle pendici del nostro bel Gran Sasso, dove ancora le tradizioni sono forti e vive. La pecora alla callara dalle mie parti si fa spesso, è uno dei piatti tipici della provincia montanara del teramano. Permettimi, dato che conosco bene questa ricetta, di dire quello che forse hai dimenticato o che magari forse dalle tue parti non si fa, e cioè che prima di procedere alla ricetta da te scritta in modo corretto, la pecora va fatta bollire in acqua per un'ora, poi quell'acqua va buttata via completamente e si mette acqua nuova e si fa bollire ancora per un'ora o due, e poi si procede come hai descritto tu (qualcuno cambia l'acqua anche 3 volte).... altrimenti, se non sgrassata bene, la pecora ha un sapore talmente..... "di pecora" che non si riesce a mangiare!!!
Permettimi di dire anche un'altra cosa... non prendermi per criticona, non lo sono credimi, sono solo una che tiene tantissimo alle tradizioni del suo paese...: i veri arrosticini abruzzesi non sono di pecora, ma di castrato... che ha un sapore notevolmente diverso!
Scusa di nuovo, ma dovevo dirlo.
Un abbraccio! occhietto

 

Barcollo ma non mollo...

 
Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 26 Novembre 2008 22:24
AUTORE: marom
Utente novello, Registrato: 27/02/2007 21:43, Messaggi: 32, Argomenti: 8, Sito Web, pagina Facebook
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Mi fa piacere che tu sia intervenuta, ormai pensavo che un argomento così "tradizionale" non interessasse più.
mi fa piacere doppio perché sei teramana, le mie radici paterne sono di Notaresco.
sulle precisazioni:
1. hai perfettamente ragione sulla fase di necessaria preparazione della pecora, l'ho sottaciuta perché ho mirato alla ricetta vera e propria, ma è stato un errore perchè giustamente della ricetta fa (e deve fare) parte anche la preparazione.
2. gli arrosticini sono fatti di pecora, almeno nella zona di Chieti/Pescara. Non vorrei scendere al dibattito su quale sia la zona di origine primaria (anche perché facilmente sarei superficiale), sono eccezionali in ogni caso.

 

... ed è subito sera ... marom

 
Messaggio
Pubblicato: Mercoledì 26 Novembre 2008 23:27
AUTORE: Shaloha
Utente super, Registrato: 30/09/2008 10:19, Messaggi: 1233, Argomenti: 71, Sito Web, pagina Facebook
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Si, vero, le origini degli arrosticini sono "da guerra", tutti si litigano la proprietà. Vero anche che in ogni zona si fanno con carni diverse, ma per la maggior parte sono di castrato, almeno nella zona del teramano. Ci sarebbe da parlarne fino a dopodomani, pensa che io faccio la pendolare tra abruzzo e marche per lavoro, e.... non ci crederai, ma anche qui fanno gli arrosticini... DI TACCHINOOOO!!!!!!!! Hehehehehehehehehehehehe, e sopra ci scrivono "veri arrosticini abruzzesi".... Smile
Comunque mi fa piacere che mi hai risposto, e anche velocemente poi, è sempre bello parlare delle tradizioni (io adoro le mie, e sono aperta a quelle degli altri) e confrontarsi. E finchè c'è confronto... c'è vita!
Ciao Marom, a presto.

 

Barcollo ma non mollo...

 
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