ljazzo1 ha scritto: Gigliola, non continuare a chiamare il mio formaggio "fanta ..asiago" che proprio non lo é. Io lo chiamerei "formai de casa bellumatto"
Io una volta rotta la cagliata dello spessore di chicchi di riso la lascio riposare per altri 20 minuti ca. nel siero caldo. Essendo la cagliata di dimensioni piccole, questa tende a deporsi sul fondo e a formare un'unica massa che poi puoi estrarre in modo molto veloce e semplice. Anch'io inizialmente avevo dei problemi, poi ho capito come comportarmi. No, non uso nulla di speciale ... se fai come qui' descritto vedrai che riuscirai ad estrarre la cagliata anche in un colpo solo
Quando giro la cagliata dopo 30 min. prendo la fuscella e la rivolto su un tagliere in modo che la forma di cagliata vi ci cada sopra. Poi delicatamente con le mani giro la forma rimettendola sopra il tagliere. Prendo la fuscella e delicatamente la metto sopra alla forma per poi riporla nel bidone.
Fino ad oggi io non ho mai cotto la cagliata. Se voglio un formaggio di pasta cruda e tenera e non da stagionare lo porto solo la prima volta a +37°. Se voglio un formaggio semiduro e da stagionare allora dopo avere rotto la cagliata la riscaldo portandola a +45-50°
saluti e una buona giornata
Ciao, anche io ritorno dopo un bel po' di tempo e subito due domande per te: la prima è: ma questo bel formaggio pieno di occiature, prorpio simile all'Asiago, tu lo consideri semi fresco? Quindi senza cottura della cagliata a 45-50 gradi dopo averla ridotta a pezzi piccolLI'
Seconda domanda: ho difficoltà a rompere la cagliata in pezzi piccolissimi. Talgio prima con un coltello a quadrotti di circa 1-2 cm per lato e poi con la frusta cerco di farli più piccoli....ma sono sempre troppo gransi. Mi rimangono sempre pezzi grossi e scivolosi, che passano attraverso le maglie della frusta e rimangono della spess agrandezza, per quanto i8o mi adoperi. Hai un consiglio? Aggiungo una terza domanda: io non scremo mai il latte (crudo) che acquisto. Pensi possa fare una qualche differenza?
A presto
temendo il peggio non ci godiamo il meglio