Forum ScambiaRicette di Cucina
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Formaggio con il latte crudo...che bonta' - pag 18 , pag. 18

forum: Formaggi e latticini

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Pubblicato: Sabato 04 Ottobre 2008 15:50
AUTORE: Billa
Utente senior, Registrato: 24/02/2008 22:32, Messaggi: 272, Argomenti: 22, Sito Web, pagina Facebook
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Very Happy Ciao Gino, gran bella zona , quella di cui sei originario, che se non sbaglio può vantare , tra gli altri, di avere dato i natali ad una Papa ed ad un pittore immenso come Tiziano.................solo per citare i due che mi vengono in mente.............e poi te, naturalmente, moderno estimatore della grande Cina e grande realizzatore di superbe taverne e squisiti formaggi..... Rolling Eyes

Se devo dirti tutta la verità il tuo suggestivo racconto su Lijiang mi affascina, ma allo stesso tempo Shocked ....................avrei mille cose da ragionare con te, viste con lo sguardo della donna europea degli anni 2000......e poi lo dici anche tu......cose dell'altro mondo, in senso sia metaforico che letterale......ed io sono pienamente d'accordo con questo tuo giudizio .... Wink

E dove ti porterà il prossimo itinerario ??? Hai già percorso la Via della Seta ???

Alla prossima, e stai bene Signor Esploratore Wink ............

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Billa

 

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

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Pubblicato: Domenica 05 Ottobre 2008 18:47
AUTORE: torta_della_nonna
Utente esperto, Registrato: 19/02/2007 09:53, Messaggi: 3873, Argomenti: 510, Sito Web, pagina Facebook
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questa e' la ricottina da 400 g circa che ho fatto ieri con il siero rimasto da dieci litri di latte...................mai venuta cosi buonaaaa........il procedimento ve lo spiego dopo xche' oggi sono dieci volte che tento e mi si blocca la galleria immagini.............quind ora che sono riuscita intanto invio le foto..................

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e questo e' il formaggio appena uscito dalla salamoia...


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Se urli tutti ti sentono.. se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino,ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta (Gandhi)

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Pubblicato: Domenica 05 Ottobre 2008 21:14
AUTORE: maru
Utente senior, Registrato: 18/08/2008 15:54, Messaggi: 326, Argomenti: 32, Sito Web, pagina Facebook
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Bravissima Rosanna

complimenti

 

 
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Pubblicato: Martedì 07 Ottobre 2008 10:48
AUTORE: liolai
Utente novello, Registrato: 30/09/2008 12:13, Messaggi: 20, Argomenti: 3, Sito Web, pagina Facebook
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ciao torta....i tuoi formaggi sono favolosissimi!!!!!!!!!!mi stai facendo schiattare dall'invidia!!!!!!!!!! i miei non sono così belli ( forse perchè sono i primi ) ma sono sicura che con il tempo anch'io potrò postare delle foto belle così...........si mangiano con gli occhi!!!!!!!!!!!! COMPLIMENTI!!!!!!!!!!!!!!!! Wink

 

liolai

 
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Pubblicato: Mercoledì 29 Ottobre 2008 14:51
AUTORE: ljazzo1
Utente novello, Registrato: 18/02/2008 15:25, Messaggi: 106, Argomenti: 5, Sito Web, pagina Facebook
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saluti, Gino

 
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Pubblicato: Domenica 23 Novembre 2008 21:46
AUTORE: liolai
Utente novello, Registrato: 30/09/2008 12:13, Messaggi: 20, Argomenti: 3, Sito Web, pagina Facebook
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ciao Gino....cos'è sto spettacolo? dov'è il segreto per ottenere un'occhiatura simile all'asiago? Oggi ho tagliato il mio ultimo fatto con latte crudo e con 4 settimane di stagionatura, ma il sapore è quello solito di caciotta e......niente occhiatura!!!!!! eh no è? io voglio riuscire a farne uno così spettacolare!!!!!!! aspetto un aiuto.....pleeease.....ciao Gigliola

 

liolai

 
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Pubblicato: Lunedì 24 Novembre 2008 20:35
AUTORE: ljazzo1
Utente novello, Registrato: 18/02/2008 15:25, Messaggi: 106, Argomenti: 5, Sito Web, pagina Facebook
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ciao Gigliola

il prossimo febbraio sara' un anno che mi cimento nel fare formaggio. Le prime prove sono state disastrose per non dire demotivanti. Dopo tantissime prove che faccio ancora tutt'ora piano piano sto raggiungendo la ' dove volevo arrivare; una forma di formaggio tenera, non cotta ma compatta , che emana un profumo da lasciare l'aquolina in bocca. Nella prima foto vedi una forma con tantissime macchie di muffa. Ebben, quella forma non ha avuto il trattamento di protezione olio di semi e aceto subito dall'inizio, ma solo doo una decina di giorni, quando la muffa iniziava gia' a formarsi. L'ultima forma in fondo nel frigorifero invece ha ricevuto il trattamento di olio di semi con aceto fin dall'inizio e cioé subito dopo la stufatura.

Questa l'attuale procedura della mia caseificazione

- aquisto 30 litri di latte dalla cooperativa comunale
- lascio riposare il latte per ca. 12-15 ore ad una temperatura di ca. +5°
- Scrematura della superficie del latte con un piattino sottile e piatto in modo da raccogliere solo la panna in superficie.
- Con il robot da cucina Kennwood sbatto la panna in un posto fresco al massimo della velocita' per un tempo di ca. 20 minuti. Il burro che mi ritrovo lo lavo con dell'acqua molto fredda e lo schiaccio in modo che tutta l'acqua foriesca dal burro.

Passiamo alla caseificazione (tutto fatto nella cucina di casa).
- Il latte scremato lo lascio riposare per ca. 1 ora in modo che si temperi. Aggiungo il sieroinnesto della precedente caseificazione e riscaldo lentamente il latte fino a raggiungere +37° . Aggiungo il caglio ovino, mescolo per bene, poi al centro del latte metto una scodella (insegnatomi da mia mamma) e copro il tutto. Dopo ca. 40 minuti verifico alzando la scodella. Se la cagliata é pronta dovrebbe apparire lo stampo della scodella nella cagliata (tipo budino)
- taglio la cagliata d'apprima dalla grandezza di una noce, lascio riposare ca. 5 minuti e poi con una frusta taglio della grandezza di un chicco di riso. Ricopro il tutto, lascio riposare ancora 20 minuti ca. La cagliata si sara' depositata sul fondo della pentola formando una massa compatta.
- Adesso passiamo all'estrazione della cagliata e la poniamo in una cestella pressandola lievemente.
- Prendiamo un bidone abbastanza grande, mettiamo dell'acqua calda nel bidone (vedi foto) e poniamo la cestella con la cagliata sopra una grata in modo che la cagliata non tocchi l'acqua. Chiudiamo il bidone e lasciamo sudare la nostra cagliata. Ogni mezz'ora apriamo il bidone e giriamo la cagliata nella cestella, poi richiudiamo. Questo va fatto dalle 6 alle 8 volte, dopodiché lasciamo stufare per un totale di 24 ore ca. ponendo un peso sopra la cagliata in modo che possa spurgare meglio.
- Passate le 24 ore di stufatura passiamo alla salatura. Io la faccio a bagno. Sciolgo ca. 180 gr di sale marino per litro dacqua, salo 2 ore da un lato e 2 ore dall'altro lato (ricordarsi che io produco ogni volta ca. 4 kg di formaggio) ...quindi sapersi regolare con il sale !!!!!
- Dopo la salatura passo alla protezione a base di olio di semi e aceto (qualche goccia) e massaggio la forma di formaggio. Questa procedura va fatta per un totale di 8 giorni massaggiando un giorno si e un giorno no.
- La forma di formaggio va stagionata in un posto fresco di ca. 7-10 gradi se formaggio di pasta tenera, e 15-17 gradi se formaggio di pasta dura

- Dopo ca. 6 settimane si puo' degustare il formaggio.

Non sono una gran casaro e oltretutto non risiedo nella mia terra d'origine . Qui' a Zurigo non é molto facile reperire gli utensili necessari e mi sono dovuto arrangiare come meglio potevo, e nonvi dico quanta fatica per trovare il caglio liquido, le fuscelle e il resto.

ti auguro una buona caseificazione e se posso essere d'aiuto chiedi pure

ciao ciao ..

 

saluti, Gino

 
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Pubblicato: Lunedì 24 Novembre 2008 22:01
AUTORE: liolai
Utente novello, Registrato: 30/09/2008 12:13, Messaggi: 20, Argomenti: 3, Sito Web, pagina Facebook
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ciao Gino, buonasera, forse ho capito dove stà il trucco.....io di solito uso 10 litri di latte crudo, quello dei distributori, lo faccio riposare in frigo tutta la notte e la mattina seguente tolgo la panna in superficie e faccio il burro semplicemente agitando la panna dentro ad un barattolo finchè si forma la palla....fin quì tutto ok....metto poi il latte sul fuoco e lo porto a 35°(così dice l'etichetta del caglio vitello che uso io), aggiungo il siero maturato e il caglio,lascio riposare per 45 min. Poi rompo la cagliata in piccoli pezzi e.....ecco la differenza....rimetto la cagliata sul fuoco e la porto a 45° (come da tecnica del mister)....mentre tu non fai la seconda cottura.....per il resto, stufatura e salatura, è uguale alla tua ricetta.
Allora secondo te può essere questa la differenza tra la mia simil caciotta e il tuo fantastico asiago? Un'altra cosa...se giri la cagliata così tenera dopo solo mezz'ora non è che si rompe tutta? usi qualche tecnica particolare...che ne sò un sacchetto di plastica per esempio?
ciao e grazie per la pazienza....Gigliola

 

liolai

 
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Pubblicato: Martedì 25 Novembre 2008 09:26
AUTORE: ljazzo1
Utente novello, Registrato: 18/02/2008 15:25, Messaggi: 106, Argomenti: 5, Sito Web, pagina Facebook
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Gigliola, non continuare a chiamare il mio formaggio "fanta ..asiago" che proprio non lo é. Io lo chiamerei "formai de casa bellumatto" Smile

Io una volta rotta la cagliata dello spessore di chicchi di riso la lascio riposare per altri 20 minuti ca. nel siero caldo. Essendo la cagliata di dimensioni piccole, questa tende a deporsi sul fondo e a formare un'unica massa che poi puoi estrarre in modo molto veloce e semplice. Anch'io inizialmente avevo dei problemi, poi ho capito come comportarmi. No, non uso nulla di speciale ... se fai come qui' descritto vedrai che riuscirai ad estrarre la cagliata anche in un colpo solo Smile

Quando giro la cagliata dopo 30 min. prendo la fuscella e la rivolto su un tagliere in modo che la forma di cagliata vi ci cada sopra. Poi delicatamente con le mani giro la forma rimettendola sopra il tagliere. Prendo la fuscella e delicatamente la metto sopra alla forma per poi riporla nel bidone.

Fino ad oggi io non ho mai cotto la cagliata. Se voglio un formaggio di pasta cruda e tenera e non da stagionare lo porto solo la prima volta a +37°. Se voglio un formaggio semiduro e da stagionare allora dopo avere rotto la cagliata la riscaldo portandola a +45-50°

saluti e una buona giornata

 

saluti, Gino

 
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Pubblicato: Martedì 25 Novembre 2008 14:40
AUTORE: ljazzo1
Utente novello, Registrato: 18/02/2008 15:25, Messaggi: 106, Argomenti: 5, Sito Web, pagina Facebook
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ljazzo1 ha scritto: Gigliola, non continuare a chiamare il mio formaggio "fanta ..asiago" che proprio non lo é. Io lo chiamerei "formai de casa bellumatto" Smile

Io una volta rotta la cagliata dello spessore di chicchi di riso la lascio riposare per altri 20 minuti ca. nel siero caldo. Essendo la cagliata di dimensioni piccole, questa tende a deporsi sul fondo e a formare un'unica massa che poi puoi estrarre in modo molto veloce e semplice. Anch'io inizialmente avevo dei problemi, poi ho capito come comportarmi. No, non uso nulla di speciale ... se fai come qui' descritto vedrai che riuscirai ad estrarre la cagliata anche in un colpo solo Smile

Quando giro la cagliata dopo 30 min. prendo la fuscella e la rivolto su un tagliere in modo che la forma di cagliata vi ci cada sopra. Poi delicatamente con le mani giro la forma rimettendola sopra il tagliere. Prendo la fuscella e delicatamente la metto sopra alla forma per poi riporla nel bidone.

Fino ad oggi io non ho mai cotto la cagliata. Se voglio un formaggio di pasta cruda e tenera e non da stagionare lo porto solo la prima volta a +37°. Se voglio un formaggio semiduro e da stagionare allora dopo avere rotto la cagliata la riscaldo portandola a +45-50°

saluti e una buona giornata


Al momento sto facendo un'altra forma di "paesano". D'apprima ho tagliato la cagliata della forma di una noce e asportata un po' per fare la mozzarella, dopodiché con la frusta l'ho tagliata ancora della forma di un chicco o poco piu' e lasciata riposare per poi fare la solita forma di formaggio.

La cagliata per la mozzarella la lascio riposare per un paio d'ore (ca. 3-4) poi la lavorero' ...vedremo se riusciro' nel mio intento di ricavarne una fattinspecie di mozzarella Razz

 

saluti, Gino

 
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Pubblicato: Martedì 25 Novembre 2008 14:48
AUTORE: Birillo
Utente super, Registrato: 30/11/2007 18:39, Messaggi: 401, Argomenti: 60, Sito Web, pagina Facebook
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ljazzo1 ha scritto: Gigliola, non continuare a chiamare il mio formaggio "fanta ..asiago" che proprio non lo é. Io lo chiamerei "formai de casa bellumatto" Smile

Io una volta rotta la cagliata dello spessore di chicchi di riso la lascio riposare per altri 20 minuti ca. nel siero caldo. Essendo la cagliata di dimensioni piccole, questa tende a deporsi sul fondo e a formare un'unica massa che poi puoi estrarre in modo molto veloce e semplice. Anch'io inizialmente avevo dei problemi, poi ho capito come comportarmi. No, non uso nulla di speciale ... se fai come qui' descritto vedrai che riuscirai ad estrarre la cagliata anche in un colpo solo Smile

Quando giro la cagliata dopo 30 min. prendo la fuscella e la rivolto su un tagliere in modo che la forma di cagliata vi ci cada sopra. Poi delicatamente con le mani giro la forma rimettendola sopra il tagliere. Prendo la fuscella e delicatamente la metto sopra alla forma per poi riporla nel bidone.

Fino ad oggi io non ho mai cotto la cagliata. Se voglio un formaggio di pasta cruda e tenera e non da stagionare lo porto solo la prima volta a +37°. Se voglio un formaggio semiduro e da stagionare allora dopo avere rotto la cagliata la riscaldo portandola a +45-50°

saluti e una buona giornata
Ciao, anche io ritorno dopo un bel po' di tempo e subito due domande per te: la prima è: ma questo bel formaggio pieno di occiature, prorpio simile all'Asiago, tu lo consideri semi fresco? Quindi senza cottura della cagliata a 45-50 gradi dopo averla ridotta a pezzi piccolLI'

Seconda domanda: ho difficoltà a rompere la cagliata in pezzi piccolissimi. Talgio prima con un coltello a quadrotti di circa 1-2 cm per lato e poi con la frusta cerco di farli più piccoli....ma sono sempre troppo gransi. Mi rimangono sempre pezzi grossi e scivolosi, che passano attraverso le maglie della frusta e rimangono della spess agrandezza, per quanto i8o mi adoperi. Hai un consiglio? Aggiungo una terza domanda: io non scremo mai il latte (crudo) che acquisto. Pensi possa fare una qualche differenza?

A presto

 

temendo il peggio non ci godiamo il meglio

 
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Pubblicato: Martedì 25 Novembre 2008 16:04
AUTORE: ljazzo1
Utente novello, Registrato: 18/02/2008 15:25, Messaggi: 106, Argomenti: 5, Sito Web, pagina Facebook
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ciao Birillo

alla tua domanda ti rispondo: no non lo considero semi fresco ma bensi' fresco e tenero. anche dopo 5 settimane di stagionatura é tenerissimo. Ad oggi non ho mai cotto la cagliata, quindi solamente i 37° della cagliata.

Io d'apprima taglio la cagliata con lo spino (coltello va benissimo), lascio riposare 5 min e poi con la frusta "mescolo" lentamente fino ad ottenere i chicchi ..diciamo pure della grandezza di una nocciolina. L'ho appena fatto e impioegato ca. 5 minuti, menando a destra e a manca ...ti accorgi subito che appena smetti la cagliata va a fondo. Se dopo ca. 20 minuti affondi le mani nella pentola ti accorgi che la cagliata si sta compattando. Volendo la puoi asportare "tutta d'un toc" Wink

ps: sei sicuro che la cagliata abbia la consistenza giusta ?

E' importantissimo scremare il latte ...altrimenti te lo ritrovi troppo grasso e se fai il formaggio tenero (non cotto) tende a sudare durante la stagionatura e prende un sapore di "agro" Mi é gia' capitato .. e da quando ho iniziato lo scorso gennaio credo di avere fatto come minimo 25 forme di formaggio dal peso di ca. 4kg cad'una Dopo moltissime prove, adesso finalmente riesco a produrre cio' che desidero.

 

saluti, Gino

 
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Pubblicato: Mercoledì 26 Novembre 2008 18:29
AUTORE: Birillo
Utente super, Registrato: 30/11/2007 18:39, Messaggi: 401, Argomenti: 60, Sito Web, pagina Facebook
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Caro Gino, non so se la cagliata ha la giusta consistenza, ma a me viene un buon formaggio, sia stagionato che fresco (intendo dire da consumare in 1-2 giorni) . Quello stagionato lo riscaldo a 40-45° come da ricetta di Claudio quello da consumare subito invece solo una volta a37° . E non lo scremo mai. Comunque la consistenza della cagliata, per rispondertiè circa come un budino di quello che si faceva quando ero piccola, con le bustine. E quando la rompo, non diventa mai come un chicco di riso, neanche se sto un'ora a rimestare. Forse è troppo tenera? E' comunque scivolosa. Fammi avere i tuoi commenti. Ciao

 

temendo il peggio non ci godiamo il meglio

 
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Pubblicato: Mercoledì 26 Novembre 2008 20:23
AUTORE: ljazzo1
Utente novello, Registrato: 18/02/2008 15:25, Messaggi: 106, Argomenti: 5, Sito Web, pagina Facebook
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Birillo

é molto difficile risponderti e poi io faccio il casaro per hobby. Io il formaggio che porto solo a +37° lo stagiono anche oltre 2 mesi fino a quando si é formata la "scorza di colore giallo". Dentro il formaggio rimane cmq tenero e dopo un paio di giorni che l'ho tagliato aquista ancora un po' di sale.

Mi dici che non riesci a fare dei chicchi ma che riesci ad ottenere una cagliata simile ad un budino. Io non mi devo "strapazzare" per creare i chicchi ...molto strano che tu non riesca.

Non essendo sul posto io penso sia un problema di consistenza e/o di temperatura della cagliata. Prova con .....

- Verifica bene la temperatura del latte a +37° prima di immettere il caglio, mescola bene, fermi il latte e poni una scodella al centro della pentla. Copri bene e attendi ca. 40 min.

- Dopo 40 min prova a togliere la scodella ...dovrebbe apparire uno stampo al centro del tuo budino che sara' abbastanza denso. Controlla la temperatura della cagliata ..deve essere ancora di +37°

- Tagli la cagliata a cubetti di ca. 5cm , richiudi e attendi per altri 5 minuti. Con una frusta inizi a spezzare la cagliata fino ad ottenere dei chicchi. All'inizio la cagliata si attacchera' all frusta, ma piu agiterai la frusta e piu' la cagliata diventera piccola.

- Richiudi e attendi altri 20 minuti. Dovresti ritrovare la cagliata sul fondo della pentola in forma di massa compatta e che potrai estrarre e continuare nel tuo procedimento.

Mi dispiace ma mi viene molto difficle darti un aiuto tramite la rete

buona fortuna ...

 

saluti, Gino

 
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Pubblicato: Venerdì 28 Novembre 2008 14:14
AUTORE: Birillo
Utente super, Registrato: 30/11/2007 18:39, Messaggi: 401, Argomenti: 60, Sito Web, pagina Facebook
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Grazie Gino, sempre disponibile. Riproverò ancora, ma nonostante tutto il formaggio mi viene sempre bene anche non riuscendo a rompere la cagliata in pezzi così piccoli. Purtroppo non riesco a capire bene il passaggio della scodella sul latte: se metto una scodella sul latte affonda! Forse non capisco bene. Dopo aver messo il caglio io mescolo molto bene, incoperchio la pentola e la avvolgo in una coperta. A che punto interviene la scodella? Forse dovresti mettere le foto la prossima volta, così si capisce bene. Grazie comunque. Ciao

 

temendo il peggio non ci godiamo il meglio

 
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